Un boato, poi l'acqua che invade la nave e il traghetto che si inclina fino ad affondare. È ancora da chiarire la dinamica del naufragio del Filo Jet, affondato al largo della costa settentrionale di Cipro Nord mentre era diretto da Girne al porto turco di Tasucu. A bordo si trovavano circa 267 persone: il bilancio è di 8 morti, 23 dispersi e 237 sopravvissuti.
Tra le testimonianze raccolte dopo il salvataggio c'è quella di un passeggero che ha riferito di una possibile esplosione nella parte anteriore dell'imbarcazione. "La prua è esplosa, mentre la nave ha cercato di invertire la rotta. E i finestrini laterali si sono frantumati. Il traghetto ha imbarcato acqua, chi poteva è fuggito". L'uomo, soccorso dopo "un'ora e mezza in acqua", ha inoltre accusato il comandante di essersi tuffato per primo: "si è buttato per primo, senza alcuna pianificazione".
L'ipotesi dell'esplosione resta però da verificare. Secondo la prima ricostruzione fornita dal primo ministro Unal Ustel, il traghetto sarebbe stato colpito da una prima onda e, mentre il capitano tentava di riprendere il controllo, una seconda onda avrebbe causato l'ingresso dell'acqua.
Intanto sono scattati gli arresti: il capitano e sette membri dell'equipaggio sono stati fermati con l'accusa di possibile negligenza. "Ogni aspetto sarà oggetto di indagine", ha dichiarato Ustel. Le ricerche dei dispersi proseguono con navi, elicotteri, droni e un aereo inviato dalla Turchia.




