Non c’è mese migliore di agosto per spie, diplomatici, sabotatori e sicari di professione. Quando l’attenzione mediatica si abbassa, inizia il tempo delle operazioni “spettacolari” (oltre che speciali). A leggere le notizie passate più o meno inosservate di quest’estate, nelle zone d’ombra della politica internazionale, sembra esserci stato molto di più dell’incontro a Mosca del capo della CIA John Ratcliffe con il suo omologo Sergei Naryshkin, responsabile dell’SVR russo.
Già i primissimi giorni del mese, mentre a Kiev studiava un piano di attacco massiccio di droni su Mosca, si è registrato un episodio degno di una spy story di John Le Carré.
Nel locale “Balzi Rossi”, uno dei ristoranti italiani più famosi ed esclusivi della capitale russa situato in piazza Kudrinskaya, c’è stato un attentato che ha causato la morte di 5 persone e 21 feriti, mentre si svolgeva secondo alcuni media e canali Telegram, una festa privata per il compleanno del comandante delle Forze Aerospaziali russe Alexander Chaiko. Secondo le prime indagini, un’attentatrice avrebbe superato diverse auto con targa nera (quelle dei funzionari militari e governativi) all’esterno dell’edificio per poi provare a entrare nel locale portando un pacco regalo contenente un ordigno artigianale poi fatto detonare. Il bersaglio dell’operazione Alexander Chaiko - considerato tra le menti delle operazioni a Bucha - sarebbe rimasto illeso. A un mese dall’accaduto non c’è stata alcuna conferma da parte degli apparati russi né sulla nazionalità del colpevole né sui mandanti dell’operazione. Altri invece, in linea con la strategia del silenzio del Cremlino, hanno lasciato intendere che si trattasse di un’azione volta a intimidire gli italiani oppure per mettere pressione al governo italiano.
Qualche settimana dopo, sempre nel mese di agosto, un altro episodio questa volta sul suolo italiano ha lasciato pesanti tracce di fumo. Nello stabilimento “KNDS Ammo Italy” (ex Simmel Difesa) di Colleferro, alle porte di Roma, si è registrata un’esplosione potentissima che ha danneggiato la struttura. Non parliamo di una fabbrica qualsiasi: lì si producono esplosivi e munizioni, sia terresti che navali, da 155 millimetri, il calibro d'artiglieria diventato essenziale nella guerra in Ucraina, e da qualche tempo era entrata nel progetto di riarmo europeo. Il Ministro della Difesa Crosetto ha immediatamente escluso la pista di un sabotaggio o di un attentato, attribuendola piuttosto a un problema interno.
Nei giorni successivi ancora il governo italiano da un lato si è defilato rispetto a francesi e inglesi riguardo alle esercitazioni militari; dall’altro, sempre Crosetto ha nominato l’ex Ministro della Difesa di Kiev, soprannominato “il re dei droni” Mikhailo Fedorov, 35 anni, licenziato dal Presidente Zelensky, come advisor per l’innovazione militare. Fatti precisi che è un dovere mettere in fila valutando tutte le ipotesi. Di sicuro, nel grande gioco globale, l’Italia resta un terreno di scontro, oppure un Paese con cui bisogna fare i conti.




