C’è un posto sperduto nel mondo dove la sinistra vota Hitler Mussolini. Quel posto del mondo è Queropalca in Perù. Distretto non piccolo ma minuscolo della provincia di Lauricocha, dipartimento di Huánuco, in Perù. Un borgo andino i cui metri di altitudine rispetto al livello del mare (circa 3.800) superano di quasi sei volte il numero dei voti. Domenica scorsa, con il 100 per cento delle schede conteggiate, il distretto ha scelto come sindaco un uomo di 45 anni che si chiama, all’anagrafe e senza virgolette, Hitler Mussolini Simeón Flores. Nato lì non a Predappio o in Austria. Hitler Mussolini si prende 229 voti, il 34,54 per cento dei 663 validi. Il secondo arriva a 25 schede. Tra il primo e il terzo di schede ne passano 42. Queropalca è praticamente poco più grande di un condominio di Centocelle.
Il partito non è un circolo di nostalgici in camicia nera. È Ahora Nación, fondato dall’economista Alfonso López-Chau. Collocato tra centro e centrosinistra. Socialdemocrazia, progressismo, nazionalismo di sinistra, riformismo, ecologismo, antifujimorismo. Dentro il campo letargo farebbe la sua porca figura. Onorato e Ruffini sgomiterebbero per entrarci.
Slogan: «Unidad, Justicia y Libertad». Nel programma compaiono tanto Stato e decentralizzato. La riforma della scuola e la sanità universale. Ma anche, avrebbe detto Veltroni, l’industrializzazione e la permanenza del Perù nella Convenzione americana sui diritti umani. Niente marce su Roma, niente croci uncinate. Niente sporche dozzine. I colori sono il rosso e bianco. Nel simbolo non c’è un elemetto ma un casco da cantiere che un po gli somiglia.
Giustizia sociale e sviluppo sostenibile è la sintesi. Insomma un po’ noiosetto come programma. La maggioranza degli elettori ha barrato la casella di Hitler Mussolini. Una decima, per dirla alla Vannacci. Una croce. Non celtica e neppure uncinata. Ma la sinistra in Perù è ripartita da Hitler Mussolini e Berizzi muto. Il nemico terribile da battere tanto da indurre a votare Hitler Mussolini, era il povero Gaspar Benilde Osorio Zambrano. E niente là han no tutti due nomi e due cognomi. Il partito è Renovación Popular. Destra conservatrice, valori tradizionali, ordine pubblico, liberalismo economico. È il partito di Rafael López Aliaga. Per un paesello di poche centinaia di anime era, evidentemente, una minaccia epocale. Nel 1976, Indro Montanelli invitava gli elettori a turarsi il naso e votare Democrazia cristiana. In quelle elezioni la DC prese quasi il 39 per cento alla Camera e il PCI oltre il 34. Quattro punti di scarto.
Il comunismo a un soffio dal sorpasso, dopo un balzo di sette punti. A Queropalca sono andati molto oltre. Non si sono turati il naso. Si sono messi lo scafandro, hanno sigillato il casco e hanno eletto sindaco un socialdemocratico che si chiama Hitler Mussolini, pur di non lasciare il municipio al povero conservatore di cui ho già dimenticato il nome.
Se non è voto utile questo.




