Davide Tamburella meriterebbe una medaglia. O almeno una pizza col suo nome: la «Tamburella» che è molto più italiana della «Hawaii». Lo chef, emigrato in Australia, ha perso il posto perché si è ribellato alla richiesta di servire la pizza con l’ananas. «Non voglio offendere la cultura italiana», la ragione del gran rifiuto. Il datore di lavoro dice che il licenziamento ha pure altri motivi: a noi piace immaginare Tamburella come difensore dell’italica cucina che ha preferito la disoccupazione al tradimento della ricetta tradizionale. Per tre volte gli hanno chiesto l’ananas e per tre volte ha risposto picche. Il cliente ha sempre ragione, ma lui con quei “no” ha riscattato tutti gli scempi fatti alla nostra cucina nel mondo: la carbonara che nuota nella panna, gli spaghetti alla bolognese che a Bologna nessuno ha mai visto, la pasta col ketchup. È vero, l’ananas sulla pizza è stata sdoganata (ma solo senza pomodoro) dal maestro Sorbillo, napoletano doc, però l’obiezione di coscienza di Tamburella ha qualcosa di eroico, oltre che di patriottico: i dinieghi, nel nome della mozzarella tricolore, li ha espressi nel Queensland, la terra dell’ananas.




