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Il Brasile si divide su eutanasia

per il caso di bimba idrocefala
di Dario Mazzocchisabato 18 aprile 2009
Il Brasile si divide su eutanasia

1' di lettura

Il caso di una bambina indigena di un anno e sei mesi, nata con una grave forma di idrocefalia, ha scatenato da qualche giorno in Brasile un serrato dibattito sull'eutanasia e lo scontro tra culture diverse: i genitori della piccola, dell'etnia yanomami, vorrebbero infatti rientrare nella foresta amazzonica dove abitano, per far morire la figlia a casa, ma la giustizia li ha bloccati, proibendo l'interruzione delle cure. A emettere il divieto allo stop delle cure è stata Luciana Gadelha, giudice federale della corte del capoluogo amazzonico, Manaus, sottolineano oggi i media brasiliani. Visto il quadro clinico “gravissimo” che interessa la piccola, che oltre all'idrocefalia soffre anche di tubercolosi e polmonite, i medici hanno confermato che per poter sopravvivere la bambina non può lasciare l'ospedale dove è ricoverata. Le autorità di Manaus hanno stabilito misure di sicurezza straordinarie all'ospedale, per evitare che i familiari tentino di prelevare la bambina con la forza.