Lo scenario socioeconomico europeo si rabbuia, all’orizzonte ci sono tre componenti: i focolai bellici, l’approvvigionamento energetico e le mega tecnologie, che costituiscono un insieme di incognite che alimenteranno un nuovo modus vivendi di persone e famiglie e un nuovo modus operandi dei sistemi economici, definendo modelli di vita che potrebbero anche essere migliori degli attuali. La stagione delle guerre dilaga. L’approvvigionamento energetico, a sua volta, è appeso a un filo e a renderlo tale sono le guerre in territori che dispongono di buona parte delle fonti naturali non solo gas e petrolio - ma pure terre rare e prodotti naturali indispensabili per l’agroalimentare e per le tecnologie che di energia e terre rare si nutrono. Senza dimenticare gli investimenti che possono permettersi solo le due potenze monopolizzanti del nuovo ordine mondiale in costruzione.
L’Europa, madre dell’evoluzione sociale, è annichilita ed è scarsamente dotata delle tre componenti che sono sempre più “regolatori del traffico” del nostro tempo. Trump è l’espressione massima delle imposizioni forzate, essendo per lui la diplomazia un di cui che fa perdere tempo e nulla più. Il suo antagonista, XI Jinping, è ancor più di Trump un’incognita vivente che come il tycoon ha a disposizione tutto quel che serve per decidere le sorti del globo.
Davide Tabarelli: "La crisi energetica? Non è drammatica. E Mosca non ci serve"
La crisi energetica non è drammatica e l’Europa non ha bisogno della Russia, però deve smetterla di ...Ciò detto per Europa e Italia ci saranno molte complessità che rischiano di generarne continuamente di nuove. Superata questa fase dell’approvvigionamento energetico e dei costi che ne conseguiranno, bisognerà affrontare il tema dell’evoluzione tecnologica o meglio di quello dell’AI in tandem con gli algoritmi e presto con i computer quantistici, tre elementi su cui Eurolandia non solo non è ai primi posti nel globo per investimenti e ricerca né per realizzarli e farli funzionare in coabitazione col capitale umano, ma rischia di diventarne dipendente, forse più di ogni altro, avendo all’origine del tessuto sociale garanzie e sostegni che Usa e Cina, per non dire Russia e tutti gli aderenti al blocco dei Brics, non hanno mai avuto.
Ed è proprio il blocco dei Brics - capitanato dalla Cina - che deve allertare l’Europa ben oltre Trump. Le nazioni Brics concorrono alla formazione del Pil mondiale per oltre il 40%, con l’obiettivo di superare il 50% entro il 2030. Nei territori degli aderenti c’è una percentuale analoga di materie prime fondamentali per le tecnologie e in parte per l’agroalimentare. Rispettare i diritti acquisiti in Europa, per lavoro, salute e previdenza sarà assai complesso e per farlo servirà una salute economica in grado di realizzare stabilmente un Pil Ue con una crescita annuale in una forbice di 2-3 punti.
Kharg, l'isola del greggio: l'obiettivo di Trump, come vincere la guerra
Avete presente Sanremo? “Ieri notte, le forze Usa hanno eseguito un attacco di precisione su larga scala sull&rsqu...L’idea di un programma Ue di reindustrializzazione denominato Industrial Accelerator Act, basato su risorse pubbliche comunitarie di oltre 200 miliardi di euro in un periodo di 5 anni, può rappresentare un’ancora di salvezza per un’imbarcazione che vuole procedere a vele spiegate, ma per riuscirci è necessario che un analogo importo di almeno 200 miliardi di euro venga immesso dai privati per sostenere anch’essi una modernizzazione che oggi non è in grado di competere con quella di Usa e Cina.




