"L'Italia trarrebbe vantaggio da un sistema fiscale più equo e più favorevole alla crescita, oltre che da ulteriori sforzi per ridurre l'evasione fiscale. Vi è margine per spostare parte del carico fiscale relativamente elevato che grava sul lavoro verso altre basi imponibili attualmente sottoutilizzate, tra cui il patrimonio e le successioni".
Lo si legge nel documento di lavoro dei servizi della Commissione Ue che accompagna i documenti del Semestre europeo. Poche parole che però fanno venire i brividi. Di fatto l'Ue mette nel radar la patrimoniale e un inasprimento delle tasse che riguardano la successione dei beni. Ed è proprio di questi giorni la proposta a sinistra di una patrimoniale che ha fatto insorgere il centrodestra. Un vecchio pallino progressista che però potrebbe diventare realtà se dovessero andare al governo con il favore, a questo punto, anche di Bruxelles.
E sulla tassazione che grava già sui contribuenti italiani, soprattutto i proprietari di casa è intervenuta Confedilizia: "La Commissione europea ha davvero passato il segno. Stavolta, nelle sue raccomandazioni all’Italia, non si è limitata a suggerire al nostro Governo – a due settimane dal termine per il pagamento della patrimoniale sugli immobili da 22/23 miliardi di euro l’anno – di aumentare ulteriormente le tasse sulla casa. Ha fatto di più: ha messo esplicitamente in relazione l’esenzione dall’Imu della gran parte delle abitazioni principali con i problemi di accesso all’alloggio. Inoltre, ha collegato le difficoltà abitative al fatto che l’Italia sarebbe caratterizzata da un'elevata quota di abitazioni non occupate e da una ‘forte presenza’ di affitti brevi. Si tratta di una lettura ideologica e che ignora la realtà italiana.Ancora una volta, si preferisce individuare nella proprietà privata il problema anziché riconoscerla come parte della soluzione”, ha affermati Giorgio Spaziani Testa, Presidente Confedilizia. Insomma lo spauracchio di nuove tasse (e anche pesanti) è ancora tra di noi...




