Male avrebbero fatto Giorgia Meloni ed il leader degli industriali Emanuele Orsini - secondo un battagliero Mario Monti sulle colonne del Corriere - a concentrare le loro critiche sull’Unione Europea. «Scaricabarile» è la sostanza della riflessione del senatore. Appunto seguito dalla consunta litania della mancanza di «riforme strutturali» (si ma quali?) che aiuterebbero a crescere. «L’Europa è stato un fenomeno unico in questo pianeta quanto a dinamismo. Da sempre» mi raccontava in piena pandemia Edward Luttwak. «I belgi erano quattro gatti e sono riusciti a colonizzare intere regioni africane a partire dal Congo. Come spiegarselo? Semplice. La concorrenza fra vicini. In passato ha generato guerre. Ma anche tantissima energia. Ora metti al di sopra di questi stati una rigida struttura burocratica come l’Unione Europea. Non rispondono a nessun impulso. Refrattari e immuni da qualsiasi fallimento. L’energia europea è sfumata (nel vero senso della parola ndr). È rimasta la burocrazia. L’Europa una volta dominava il mondo ora la sua burocrazia strangola gli stati europei». Può sembrare il colorito sfogo di un americano ultra conservatore e guerrafondaio. Ma nella sua ruvidità Luttwak coglie la ragione essenziale di un fallimento senza precedenti nella storia contemporanea.
Nel 2008, al momento dello scoppio della grande crisi finanziaria l’Ue (considerata senza il Regno Unito di lì a qualche anno uscito) aveva un Pil reale di 16 trilioni di dollari. Il 110% di quello americano. Oggi è pari al 71% del reddito Usa. Nel caso dell’eurozona il paragone è addirittura ancora più scioccante a dimostrazione dei guasti arrecati dalla moneta unica. Se nel 2008 il Pil dell’area euro era quasi identico a quello americano (92% circa per la precisione) oggi è pari al 60%. Si potrà ben dire che il progetto europeo - in generale - e l’adozione della moneta unica- in particolare - sono stati un fallimento conclamato? Quanto all’appunto di Luttwak in merito alla mancanza di competizione sono andato a vedermi il numero di medaglie vinte dalle nazioni facenti parte dell’Ue alle ultime olimpiadi: 309 contro le 126 degli Stati Uniti. Le nazioni Ue vincono due volte e mezzo in più pur avendo un numero di abitanti di sicuro non superiore in questi termini: 450 milioni di abitanti contro i 340 degli Usa.
Giuseppe Conte spregiudicato: "Benissimo...", ecco chi è pronto ad imbarcare
Un Giuseppe Conte a tutto campo, quello che concede un'intervista al Messaggero. Il leader M5s è sempre pi&ug...“Appena” il 30% in più di abitanti. Sarà pure un esempio stupido ma la competizione sembra dare i suoi frutti. Mario Monti si sofferma sul Next Generation Eu considerando i soldi del Pnrr come una manna dal cielo ma trascurando cinque concetti basilari. 1.120 miliardi sono debiti e quindi non un regalo. 2. Quel debito avremmo potuto contrarlo nel 2021 emettendo BTP che la Banca d’Italia sottoscriveva stampando moneta. Avremmo potuto cristallizzare quel costo sull’1% emettendo titoli a dieci anni. Oggi il costo è tre volte col Pnrr se non di più. 3. Quei soldi devi spenderli come dice l’Ue. Un po’ come se tu andassi in banca per contrarre un mutuo e questa ti imponesse il colore delle piastrelle nel bagno. 4.
Per avere le rate di quei finanziamenti devi sottoporti ad un infinito calvario di oneri amministrativi e burocratici 5. Anche la parte dei sussidi è in realtà molto più esigua rispetto ai 70 miliardi concessi. Essendo che questi soldi arrivano dal bilancio Ue. E quel bilancio funziona perché gli Stati membri ci mettono dei soldi. Alcuni di questi ricevono indietro più soldi di quanti ne mettono. E sono i cosiddetti beneficiari. Altri di meno. E sono i contributori. Ecco noi siamo i contributori. Giusto per avere un ordine di grandezza l’Italia dal 1992 al 2024 ha dato a Bruxelles oltre 180 miliardi in più di quanti ne ha ricevuti. Considerando anche prestiti bilaterali a paesi come la Grecia che chissà se e quando rivedremo indietro. Ne discende che richiedere, come fa il senatore Monti da sempre, un bilancio europeo più grosso, significa condannare il nostro Paese a versare ancora più soldi. Per poi sentirsi dire dal commissario di turno che quei soldi gestisce che noi non possiamo fare coi nostri soldi ciò che è necessario in un dato momento come questo.
Il senatore Monti termina con l’immancabile appello all’abolizione del diritto di veto. Ma in finale se 26 Paesi su 27 volessero un domani imporre delle sanzioni all’Uganda chi impedisce loro di farlo? Perché devono obbligare anche l’unico stato che non è d’accordo? Il motivo è fin troppo chiaro. Nel momento in cui le decisioni prese da altri paesi, ad esempio Francia e Germania, dovessero essere applicate anche da chi non è d’accordo, ad esempio l’Italia, certificheremmo per tabulas la sostanziale inutilità dei nostri rappresentanti in Parlamento. Concludendo: i burocrati europei possono sbagliare perché al riparo del giudizio elettorale. Infatti l’olandese Tiemmermans padre del fallimentare Green New Deal per prendere una sberla ha dovuto ricandidarsi in Olanda. Fosse rimasto a Bruxelles, gli elettori non avrebbero mai potuto punirlo. Ed altri paesi potrebbero decidere al posto nostro. Del resto cosa scriveva Altieri Spinelli nel Manifesto di Ventotene? Che la democrazia è un “peso morto”. “Ma che ve lo dico a fare” Direbbe Lefty interpretato da Al Pacino in Donnie Brasco.




