Milano, 17 apr. (Adnkronos) - Italcementi ridurra' nel 2013 il numero delle cementerie a ciclo completo operative in Italia a 8 su 14 impianti presenti nel Paese. Numeri resi noti oggi nell'assemblea a Bergamo e in parte, gia' annunciati nel piano presentato nel dicembre scorso con il 'Progetto 2015', che sara' implementato nel corso del biennio 2013-2014. Le unita' produttive, le 14 cementerie attuali (dopo la cessione dell'impianto di Pontassieve e la trasformazione di Vibo Valentia e di Porto Empedocle in centri di macinazione) sono state suddivise in gruppi con connotazioni strategiche differenti. Il primo gruppo - che comprende gli impianti di Calusco, Rezzato, Colleferro, Samatzai, Matera ed Isola delle Femmine - formera' l'ossatura portante della capacita' produttiva in Italia. Un secondo gruppo di cementerie (Sarche, Guardiaregia, Scafa, Castrovillari e Salerno) nel prossimo biennio operera' a ciclo continuo con flessibilita' nelle fasi in cui il mercato richiedera' questa capacita' produttiva aggiuntiva, mentre la produzione di clinker a Monselice, Broni e Trieste sara' fermata, mantenendo impianti l'attivita' di macinazione e spedizione. Sotto l'aspetto dell'occupazione il 'Progetto 2015' prevede, si legge nella nota del dicembre scorso, "il ricorso alla Cigs per un numero massimo di 665 dipendenti (su un totale di circa 2500 occupati) di cui 2/3 attualmente impegnati nei siti produttivi e un terzo nella sede centrale di Bergamo. Al termine del periodo di Cigs, in mancanza di segnali concreti di miglioramento del quadro congiunturale, circa la meta' delle sospensioni temporanee saranno trasformate in strutturali, anche con il ricorso alla mobilita'. Nei confronti delle persone coinvolte dal piano, l'azienda sviluppera' diverse forma di sostegno integrative anche attraverso interventi innovativi di sostenibilita' sociale". L'effetto economico del 'Progetto 2015' e' quello di garantire a regime un contenimento dei costi intorno ai 40 milioni di euro all'anno.




