Palermo, 5 giu. (AdnKronos) - Una società di Niscemi dichiarata fallita nel 2017 e undici "società satellite" coinvolte in un "piano criminale" il cui obiettivo era quello di aggirare l'erario e i creditori, lasciandoli senza alcuna possibilità di rivalsa. Con l'accusa di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio la Guardia di finanza di Gela ha dato esecuzione questa mattina a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e due misure di arresti domiciliari, emesse dal gip di Gela, nei confronti di tre soggetti titolari di una società operante nel settore del recupero e trasformazione di materiali plastici in prodotti fioccati con sede a Niscemi e dichiarata fallita nel 2017. Le indagini hanno preso il via da alcuni accertamenti sulla società fallita, costituita nel 2008, e su un'altra, con sede a Vittoria (Ragusa), nata nel 2013 e adesso sotto sequestro preventivo. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i tre avrebbero attuato "un disegno criminoso finalizzato a cagionare il dissesto finanziario dell’originaria loro società distraendone i beni e l’intero complesso aziendale, attraverso un continuo passaggio a nuove società - anch’esse poi insolventi ed indebitate - con l’intento di continuare l’attività lavorativa e lasciare i creditori, tra i quali lo Stato, senza alcuna possibilità di rivalsa".




