Milano, 20 gen. (Adnkronos) - Se continuerà la contrazione degli investimenti nel settore sanitario e la riduzione della spesa dei cittadini, in alcune Regioni si andrà incontro al rischio di non riuscire a fronteggiare i bisogni della popolazione. È quanto emerge dal rapporto Oasi 2013, presentato questa mattina all'università Bocconi di Milano dal Cergas, il centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale. Il Rapporto Oasi 2013 ribadisce la natura 'sobria' del sistema sanitario italiano che presenta una spesa pubblica pro capite di 2.419 dollari a parità di potere pro capite. Il dato italiano, nettamente più basso di quello francese (3.133), tedesco (3.318) e britannico (2.747), mostra un disavanzo in forte diminuzione a 1,04 miliardi di euro nel 2012 (-17,3% rispetto all'anno precedente), il che equivale allo 0,9% della spesa sanitaria pubblica corrente. I risultati "sono notevoli" soprattutto nelle regioni soggette a piani di rientro: il disavanzo della Campania, nel 2012, è un decimo di quello del 2005, quello del Lazio un quinto e quello della Sicilia è sostanzialmente azzerato. La spesa maggiormente penalizzata, sottolinea il Rapporto, quella dedicata agli investimenti, che si attesta a 59 euro pro capite nella media nazionale, ma con una forte variabilità: dai 111 euro dell'Emilia Romagna ai 20 euro della Calabria. Le Regioni del sud sono sistematicamente al di sotto della media nazionale. (segue)




