(Adnkronos) - Ad aggravare ulteriormente la situazione è il fatto che la contrazione della spesa pubblica non è compensata da un aumento di quella privata che, invece, segue il ciclo economico e il reddito disponibile dei consumatori. Anche in questo ambito, il Rapporto Oasi riscontra una forte disparità tra le diverse Regioni: la media italiana è di 463 euro pro capite, con una situazione che passa dai 707 euro del Trentino alto Adige ai 239 della Campania; ad occupare le ultime posizioni sono le Regioni meridionali. La condizione che si va delineando è l'assenza di una correlazione tra la spesa sanitaria privata e la qualità e la quantità di quella pubblica: nelle Regioni più ricche e con la migliore sanità si spende di più anche per quella privata a pagamento. Il rischio nelle Regioni più povere è, dunque, quello dell'undertreatment, ovvero dell'impossibilità di far fronte alle necessità sanitarie della popolazione. Tra le soluzione messe in atto fino ad ora la più praticata è l'allungamento delle tempistiche di pagamento: in media, in Italia, i farmaci sono pagati a 236 giorni e le attrezzature a 274, con un calo di circa 20 giorni registrato a metà 2013 rispetto a metà 2012. Anche in questo caso la situazione varia molto in base alla Regione: per le attrezzature si spazia dagli 83 giorni della Val d'Aosta, ai 929 della Calabria, mentre per i farmaci dai 75 del Trentino al 797 del Molise. Le situazione più complicate riguardano ancora una volta il sud, in particolare Campania, Calabria, Molise; ma è da tenere monitorata anche la condizione di Piemonte, Puglia e Veneto.




