Milano, 20 gen. (Adnkronos) - "Con la scomparsa di Claudio Abbado Milano perde uno dei suoi artisti più grandi e dei suoi figli migliori, che ha portato il nome della nostra città in tutto il mondo, contribuendo in modo determinante ad accrescerne il prestigio e la fama di capitale internazionale della musica". Così l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, commenta la scomparsa del maestro Claudio Abbado. "Claudio Abbado -prosegue l'assessore- ha infatti diretto la più importante istituzione musicale della città, il Teatro alla Scala, raccogliendo successi grandissimi, il cui apice è senz'altro rappresentato dalle due produzioni di Macbeth e di Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, realizzate con la regia di Giorgio Strehler. Ma Abbado ha fatto di più: negli anni Settanta ha portato e diretto le 'sue' orchestre anche fuori dai templi consacrati della musica, diffondendola in spazi che mai prima avevano ospitato concerti, come le fabbriche". L'assessore alla Cultura conclude sottolineando come il maestro fosse "uno spirito coraggioso e libero che ha sempre creduto fortemente nei giovani e non ha mai rinunciato a coniugare l'entusiasmo e il rigore della disciplina nei numerosi progetti di orchestre giovanili ai quali ha dato vita in tutto il mondo. Da vero artista del suo tempo, Abbado ha sempre dato grande attenzione alla musica contemporanea, che ha diretto con la stessa cura e passione che metteva nel suo repertorio classico. A Milano resteranno molte tracce della sua vita e del suo lavoro, ma la città gli sarà sempre grata per l'eredità preziosa della Filarmonica della Scala, da lui fondata nel 1982 e da allora patrimonio non solo dei milanesi, ma di tutti coloro che, nel mondo, amano la musica".




