(Adnkronos) - I capifamiglia dei nuclei che accettano di entrare in percorsi di accompagnamento e inclusione devono firmare un patto (Patto di emersione, ndr) che, tra gli impegni da assumere, prevede di mandare a scuola i propri figli, di seguire corsi di italiano, di prestare attenzione alle cure sanitarie per tutta la famiglia e di rispettare le leggi. "Solidarietà e legalità - sottolinea il vicesindaco - sono legate indissolubilmente e da entrambe dipende la buona riuscita dei progetti di integrazione sociale e di superamento dei campi non autorizzati. Fondamentale risulta dunque la collaborazione con Prefettura e forze dell'ordine". Entro il mese di giugno, come previsto dal cronoprogramma del progetto per il campo di Lungo Stura Lazio, saranno 320 le persone che, attraverso il trasferimento in strutture residenziali cittadine, rimpatri volontari o altre soluzioni, come microinsediamenti nella regione o accoglienza nell'ex dormitorio di via Traves, lasceranno l'insediamento mentre il completamento delle operazioni e'previsto per fine anno.




