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Cosenza: madre bambino ucciso disperata, voglio andare via da Cassano

domenica 26 gennaio 2014
Cosenza: madre bambino ucciso disperata, voglio andare via da Cassano

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Cosenza, 21 gen. (Adnkronos) - La mamma e il padre del piccolo Cocò, il bambino di tre anni ucciso e bruciato a Cassano, sono disperati. Entrambi si trovano detenuti per reati di droga nel carcere di Castrovillari. Cocò era stato affidato al nonno Giuseppe Iannicelli, anche lui ucciso barbaramente, così come la sua compagna marocchina. A descrivere le strazianti scene all'interno del carcere è Franco Corbelli, il leader del movimento Diritti Civili che si era battuto per fare scarcerare Antonia Iannicelli. C'era riuscito nel dicembre 2012 dopo avere denunciato che il figlioletto, all'epoca di poco più di un anno, era praticamente detenuto insieme a lei ed era costretto a seguirla persino nella cella del tribunale durante le udienze del processo. Pochi mesi più tardi, tuttavia, la donna è stata arrestata nuovamente perché non aveva rispettato il regime degli arresti domiciliari, avendo portato Cocò e le altre due figlie in carcere per una visita al padre. "E' una tragedia immane, un dolore infinito, che non si potrà mai dimenticare e cancellare. Bastava vedere oggi il padre del piccolo Nicola, la sua maschera di sofferenza, un ragazzo invecchiato di colpo che non riesce più a parlare", racconta Corbelli. "La giovanissima mamma del piccolo Cocò invece continua a piangere, a disperarsi, a chiedere perché gli hanno ucciso il suo bambino. Perché lo hanno fatto? Perché mi hanno ucciso il mio Cocò? grida tra le lacrime e in preda alla disperazione assoluta". Corbelli ha raccolto le richieste disperate della giovane: "Antonia piange e chiede di poter ritornare subito a casa dalle sue due bambine. Vuole andare via, ha detto, da Cassano, lontano da questa terra violenta, da questo luogo d'inferno, che le ha distrutto la vita". L'istanza di scarcerazione di Antonia Iannicelli è stata presentata il 9 gennaio scorso e non c'è stata ancora la risposta della Corte d'Appello di Catanzaro. "Chiedo, per un fatto di giustizia e umanità -insiste il leader del Movimento Diritti Civili- che la madre del piccolo Cocò venga mandata a casa, dove l'aspettano le due sorelline di 4 e 5 anni. Chiedo che venga emesso quel provvedimento di scarcerazione che avrebbe dovuto già esserci quando per molti mesi Diritti Civili e gli avvocati della giovane donna hanno più volte chiesto. Questa ragazza ha pianto e lottato per poter uscire dal carcere e ritornare a casa dai suoi figlioletti".