Roma, 22 gen. - (Adnkronos Salute) - "Una notizia drammatica, ma non stupisce". Commenta così Annarosa Racca, presidente di Federfarma, la denuncia in Veneto di una donna che riferisce di avere potuto ottenere dalle Poste il referto di una delicata indagine oncologica solo dopo l'intervento dei carabinieri, e di avere conseguentemente potuto iniziare la chemioterapia contro il tumore con un mese di ritardo. Secondo la presidente di di Federfarma "in passato anche sperimentazioni di consegna di farmaci tramite le Poste hanno ottenuto risultati molto negativi, tanto che sono state interrotte. Ci furono lamentele dai cittadini per i tempi lunghi delle consegne e un giornale pubblicò la foto della confezione di un farmaco abbandonata dal postino sulle scale davanti alla porta". La consegna dei referti "può essere effettuata più semplicemente ed efficacemente nelle farmacie, come previsto anche dalla normativa sui nuovi servizi. Le farmacie sono disponibili - conclude Racca - si tratta di 18 mila presidi sanitari territoriali e per il cittadino è più comodo ritirare il referto nella farmacia sotto casa, aperta in orari molto ampi, che aspettare per settimane la consegna postale".




