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Musica: il pianista Usa Biss in concerto al Comunale di Monfalcone

domenica 26 gennaio 2014
Musica: il pianista Usa Biss in concerto al Comunale di Monfalcone

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Romka, 23 gen. - (Adnkronos) - La stagione musicale del Teatro Comunale di Monfalcone (Gorizia) prosegue, lunedì 27 gennaio alle ore 20.45, con il concerto del giovane pianista Jonathan Biss, primo e unico statunitense a essere scelto per il programma 'New Generation Artist' della Bbc. Forte di numerosi riconoscimenti (Gilmore Young Artist Award nel 2002, Avery Fisher Career Grant, Borletti-Buitoni Trust nel 2003, per citarne soltanto alcuni), Biss ha costruito una prestigiosa carriera internazionale grazie ai suoi concerti in Nord America e in Europa e alle sue registrazioni per Emi e per Onyx, con cui ha intrapreso il progetto dell'integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven, che eseguirà anche in concerto nei prossimi nove anni). Il concerto si aprirà nel segno di Brahms con l'esecuzione dei Quattro Klavierstücke op. 119, le sue ultime pagine pianistiche per proseguire con una selezione da Jatekok (Giochi) di György Kurtág, un'opera, nelle parole del compositore ungherese , "suggerita dal bambino che si dimentica di se stesso mentre suona; quel bambino per il quale lo strumento è ancora un gioco", che propone quindi un uso quasi liberatorio della tastiera. Di Fryderyk Chopin, Biss presenterà i Notturni in si maggiore e in mi maggiore dell'op. 62, che appartengono all'ultima produzione chopiniana, e la Polonaise-Fantaisie op. 61 alla quale si ricollegano stilisticamente: pagine che riflettono una delicatezza e un'intimità tipiche del lirismo nobile e puro del compositore. A chiudere il concerto monfalconese saranno due Sonate di Beethoven. Scritta nel 1814 dopo un periodo di astinenza dalla produzione per pianoforte solo, nell'anno in cui il compositore partecipa a quella fase di patriottismo molto sentita a Vienna dopo la caduta di Napoleone, la Sonata op. 90, nella quale per la prima volta le indicazioni dei movimenti sono in lingua tedesca, riflette non soltanto l'orgoglio nazionale ma anche la temperie romantica, che gli fa ritenere i vecchi termini italiani buoni per l'inquadramento dinamico generale e preferire la lingua madre per tutto ciò che attiene l'anima della composizione. La op. 53 'Waldstein' (dal nome del dedicatario, protettore del giovane Beethoven e poi suo amico), pubblicata nel 1805, è una sonata virtuosistica con alcuni passi, specie nel finale, particolarmente difficili.