(Adnkronos) - Il videogioco, prosegue Rivoltella "è costruito in modo tale da far sì che alla fine, per modellamento e continuandone l'uso per anni, il giocatore si convinca che usare la violenza, quando si tratta di difendersi dai cattivi, sia giusto. Ricerche longitudinali, condotte sugli stessi soggetti in un arco temporale di una decina d'anni, hanno dimostrato che i bambini abituati a questo tipo di videogiochi sono quelli, in età adulta, più favorevoli alla pena di morte". "Non bisogna certo generalizzare e non bisogna cadere in facili determinismi - prosegue Rivoltella - ma una delle modalità di base attraverso le quali il nostro cervello apprende è il modellamento. L'invito a non frequentare le cattive compagnie delle nostre nonne - osserva - aveva quindi un senso". "Dal punto di vista legislativo - conclude - occorre sviluppare una attenzione a promuovere riflessività e senso critico, perchè il senso critico è il vero antidoto ai condizionamenti, magari attraverso anche campagne sui media che portino ad elevare l'attenzione su questo fenomeno come avviene in altri Paesi".




