(Adnkronos) - "Purtroppo affinché il Parlamento possa modificare quella normativa serviranno ancora mesi, mesi e mesi di tempo. Una situazione non più giustificabile e non più tollerabile". Tanto che il presidente Rossi ha deciso di finanziare di tasca propria la protesta e ha invitato i sindaci e parlamentari delle due zone ad affiancarlo in questa iniziativa. "L'obiettivo è quello di protestare davanti al ministero delle Finanze, portando a Roma le persone in carne ed ossa, con le foto delle loro case danneggiate, così si potranno vedere e conoscere direttamente i destinatari di questi scarsi, insufficienti e tardivi contributi". Lo Stato ha stanziato 5 milioni. Ovviamente non sono sufficienti e la Regione, promette il presidente, farà la sua parte, mettendo anche se non le compete la parte mancante. Il progetto per la ricostruzione prevede un intervento di 21 milioni (16 sul fondo per l'emergenza e 5 dalla legge di stabilità 2014), di cui 9 destinati appunto alla messa in sicurezza delle case danneggiate. Era un impegno preso, deciso da governo e Parlamento, e servono per consentire a quelle famiglie di tornare nelle loro case ristrutturate. Un'ultima considerazione del presidente Rossi riguarda proprio i conteggi: "nella valutazione dei danni i costi stimati in Lunigiana e Garfagnana sono inferiori del 20-30% a quelli dichiarati per il terremoto dell'Aquila del 2009".




