Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "L'amico di una vita. Ci siamo conosciuti nel 1971 e da quel momento non è passato giorno senza sentirci". Così Goffredo Bettini intervenuto a Radio Città Futura ha ricordato il suo amico Gianni Borgna scomparso all'età di 67 anni. "Ci sentivamo sempre, scambiandoci idee, opinioni e soprattutto ridendo, ridendo, ridendo, perché era una delle persone più simpatiche, inventive, che abbia mai conosciuto. Un vero intellettuale, che ha ricoperto ruoli importanti ricoperti, che - a giudizio di Bettini- non hanno però reso piena giustizia a quello che è stato, alla sua capacità di produrre libri, mostre, film, musical, format televisivi. Poche persone in Italia - ha proseguito- hanno avuto questa sua capacità di avere idee e soprattutto di realizzarle". Borgna è stato per molti anni assessore alla cultura del Comune di Roma, per Bettini, "il più grande assessore alla cultura, il primo ad aver modernizzato il sistema culturale della città. Un vulcano di idee, vorace di vita e mi ha molto addolorato, due giorni fa quando sono andato a trovarlo in ospedale, trovarlo semi-incosciente. E' stato - ha detto ancora - soprattutto un vero comunista, rimasto tale fino all'ultimo giorno. Ha sempre rivendicato questa sua origine - ha ricordato Bettini - lui amava il PCI e l'Italia del PCI: quella dei comizi di Togliatti, che andava a seguire da ragazzo e quella dei giovani di allora, del Mamiani, la sua scuola. A queste origini è sempre rimasto legato, in maniera direi perfino fanciullesca". Come guardava al PD, a questa fase? "Non gli piaceva questa fase del PD. La seguiva, si era iscritto, ma era abissalmente lontano. Rispetto a me esprimeva una maggiore radicalità e su questo c'era una affettuosa discussione". Ed infine la passione per la musica italiana e per Sanremo: "lui amava molto Sanremo, ma in un modo strano, tutto suo. Amava la canzone d'autore: Luigi Tenco, Gino Paoli, Umberto Bindi. Quest'ultimo, soprattutto, che considerava bistrattato. La sua canzone preferita era proprio una canzone di Bindi, " Il nostro concerto".




