Roma, 13 gen. - (Adnkronos) - La Regione Puglia, con l'adesione ufficiale del governatore Nichi Vendola, aderisce a Carta Spreco Zero, il decalogo di buone pratiche contro gli sprechi alimentari, idrici, energetici sottoscritto ad oggi da oltre 1000 Comuni italiani, fra i quali Milano, Torino, Bologna, Venezia, Trieste e i 64 Comuni virtuosi, e dalle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il Governatore Nichi Vendola firmerà carta Spreco Zero giovedì 16 gennaio a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Puglia, presente il promotore Andrea Segrè. Nell'occasione saranno diffusi i dati sullo spreco alimentare in Puglia e in Italia e presentate iniziative collegate all'impegno contro lo spreco. Ideata dal presidente di Last Minute Market Andrea Segrè, nell'ambito della campagna europea "Un anno contro lo spreco" con il festival Trieste Next, la Carta impegna i pubblici amministratori che la sottoscrivono a sostenere tutte le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo la filiera agroalimentare per redistribuirli gratuitamente a categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo; e a istituire programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia. In questo modo Carta Spreco Zero permette di attuare le indicazioni della risoluzione del Parlamento europeo approvata nel gennaio 2012, con l'obiettivo di abbattere del 50% lo spreco alimentare entro il 2025 e di istituire l'Anno europeo contro lo spreco. Contestualmente prende il via Sprecozero.net, rete dei pubblici amministratori aderenti a Carta Spreco Zero, coordinata dal Comune di Sasso Marconi. Secondo il Rapporto 2013 sullo spreco domestico dell'Osservatorio Waste Watcher ogni famiglia italiana butta in media circa 200 grammi di cibo la settimana: il risparmio complessivo possibile ammonterebbe dunque a circa 8,7 miliardi di euro. Secondo i monitoraggi di Last Minute Market, inoltre, in un anno si potrebbero recuperare in Italia 1,2 milioni di tonnellate di derrate che rimangono sui campi, oltre 2 milioni di tonnellate di cibo dall'industria agro-alimentare e più di 300mila tonnellate dalla distribuzione.




