(Adnkronos) - Le indagini, condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno evidenziato l'assenza di forzature sia sulla porta di ingresso sia sulla cassaforte situata all'interno dell'appartamento, portando a pensare che il rapinatore fosse qualcuno che conosceva la casa e possedeva le chiavi. Si è così verificato il coinvolgimento della badante della donna, un'ucraina di 28 anni, del marito Oleg e della madre 47enne della badante, tutti privi di permesso di soggiorno. Il furto è stato commesso dal marito, giunto dall'Ucraina apposta, per poi rientrare con la refurtiva subito dopo la rapina. Il 28 settembre del 2010 la badante ha cercato di abbandonare l'Italia, ma è stata fermata dalla squadra mobile e ha ammesso l'accaduto. Nel frattempo la madre ha tentato di recuperare il bottino in Ucraina, pensando che restituendolo la situazione della figlia sarebbe migliorata. Il 2 ottobre dello stesso anno è stata fermata nel parcheggio di Cascina Gobba e trovata in possesso della refurtiva. Le due donne sono state condannate: la badante è attualmente detenuta con fine pena nel luglio 2015, mentre la madre, dopo la detenzione, è stata ora affidata ai servizi sociali.




