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Fiat: analisti plaudono ad accordo con Veba, a Piazza Affari +14,55%

domenica 5 gennaio 2014
Fiat: analisti plaudono ad accordo con Veba, a Piazza Affari +14,55%

2' di lettura

Milano, 2 gen. - (Adnkronos) - Gli analisti finanziari salutano con favore l'accordo raggiunto tra Fiat e Veba per acquisire la restante quota del 41,5% di Chrysler e salire così al 100% del gruppo automobilistico di Detroit. Equita, in un report, ha alzato il target price di Fiat dell'11% mentre Banca Akros ha cambiato la raccomandazione da 'accumulate' a 'buy', aumentando il target price a 7,5 euro contro il precedente 6,2. Il titolo del Lingotto, verso le 15, guadagna a Piazza Affari il 14,55% a 6,81 euro volando ai massimi da agosto 2011. Notevoli i volumi: i pezzi scambiati a metà seduta raggiungono i 53 mln, quattro volte la media giornaliera. Gli analisti di Ig, da parte loro, definiscono l'accordo "un passaggio storico di notevole importanza per l'industria italiana che permetterà alla futura azienda di competere con i big internazionali" e non vedono "elementi negativi" nei suoi termini. L'unica eccezione è l'aumento di capitale di cui Fiat dichiara di non aver bisogno: "La mancata ricerca di capitali potrebbe - sostengono nel report - mettere l'azienda nel mirino delle agenzie di rating. Un eventuale declassamento potrebbe portare Fiat a pagare un costo più alto per il funding sul mercato obbligazionario". Gli analisti di Equita, a loro volta, considerano nel giudizio anche "la probabile accelerazione nelle sinergie" tra i due gruppi "che ora diventa la priorità" con un "nuovo business plan ad aprile". Valutazioni positive sulla 'inutilità' dell'aumento di capitale ma, anche qui, con qualche riserva: "Per noi - scrivono - un bond convertibile, convertendo e/o la cessione di qualche asset resta probabile per non rischiare il rating" considerando il rapporto tra debito e Ebitda di Fiat. Banca Akros, infine, come Ig, vede con favore l'eliminazione dell'ipo su Chrysler, uno degli "elementi di incertezza" intorno all'investimento. Per Fiat, secondo Ig, costituiva "una minaccia, visto il buon andamento dei fondamentali per l'azienda di Detroit e il sentiment di mercato favorevole che avrebbero innalzato il costo dell'operazione".