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Famiglia: mons. Solmi, deriva riconoscere unioni di fatto

domenica 5 gennaio 2014
Famiglia: mons. Solmi, deriva riconoscere unioni di fatto

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Città del Vaticano, 3 gen. - (Adnkronos) - "È chiarissima la deriva che viene data e proposta anche in Italia: il favorire progressivamente, attraverso sentenze, soluzioni di fatto, un riconoscimento delle unioni di fatto e anche delle unioni di persone omosessuali". A lanciare l'allarme, in un'intervista alla radio Vaticana, è monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione episcopale per la famiglia e la vita. "Vorremmo che la legislazione, e direi soprattutto le sentenze, abbiamo un'attenzione a considerare il dettato costituzionale dei numeri 30 e 31 della Costituzione; una lettura serena e fruttuosa di questo - avverte mons. Solmi - consentirebbe un dialogo che in questo momento non è possibile riscontrare e vedere". Una dimostrazione di questo "sono anche le ultime affermazioni che sono rimbalzate sui mass media proprio ieri. Parlare di famiglia significa avere una relazione uomo-donna che si palesa, si ratifica davanti alla società: la famiglia che parte, appunto, da questo legame pubblico è eminentemente sociale". L'auspicio del presidente della Commissione episcopale per la famiglia e la vita è che si arrivi "a una tutela dei diritti, e delle persone in quanto tali; diritti che vanno anche in considerazione della relazione che un uomo e una donna non sposati possono intessere, e di una relazione che può essere arricchita anche dalla presenza di figli o, comunque, una relazione di aiuto che comprenda l'assistenza sanitaria, i beni delle due persone, quindi il discorso dell'eredità. Questo percorso è assolutamente fattibile facendo riferimento al Codice civile e ai diritti della persona. Codice civile - conclude mons. Solmi - che può essere anche adeguatamente modificato per fare spazio a queste situazioni che, oggettivamente, da un punto di vista numerico sono significative".