Dopo il video minaccia a Putin e alla Russia, arriva una nuova scioccante notizia: tra i jihadisti ci sarebbero anche cittadini cinesi. Una pagina Facebook riconducibile al Ministero della Difesa dell'Iraq, ha pubblicato ieri le foto di un presunto combattente cinese per lo Stato Islamico catturato dall’esercito di Baghdad. Nelle immagini pubblicate è ritratto un giovane guardato a vista da un militare. Il ragazzo ha un evidente tatuaggio dell'IS su un braccio e il volto tumefatto e insanguinato.La foto era accompagnata dalla descrizione: "Chinese Daash", Daash sarebbe un acronimo arabo per Stato Islamico. 100 cinesi impegnati nella jihad - L’ambasciata cinese a Baghdad non ha rilasciato alcuna dichiarazione sul presunto jihadista cinese, ma Wu Sike, l'inviato speciale cinese in Medio Oriente, aveva in precedenza dichiarato che ci sarebbero circa un centinaio di cittadini cinesi, per lo più musulmani provenienti dalla regione dello Xinjiang, impegnati a combattere la jihad. Negli ultimi mesi i media di Pechino avevano lanciato l’allarme su cittadini cinesi che a decine si sarebbero recati a combattere in Siria. Poco più di un anno fa, su youtube era apparso un video di un cinese armato di mitra, in tuta mimetica e con accanto una bandiera dello Stato Islamico, che affermava di combattere in Siria insieme ai miliziani del gruppo jihadista considerato erede di al Qaeda. Il filmato di Yusef, il cui vero nome era Bo Wang, era stato cancellato poco dopo essere stato postato sulla popolare versione cinese di youtube. Le autorità cinesi sono da tempo preoccupate. La minaccia jihadista in Cina - Su 1 miliardo e 300 milioni di abitanti, la Cina conta circa 20 milioni di musulmani, tra questi primeggiano gli uiguri, un popolo concentrato nella regione dello Xinjiang. Gli uiguri sarebbero ferventi musulmani, a tal punto che la gran parte delle donne sposate si dice indossi il burqa. I portavoce di Pechino ripetono in continuazione che lo Xinjiang è il problema interno più grave per il Paese, il risentimento della regione nei confronti di un governo sentito come troppo distante, ha da tempo trovato il suo sbocco nell’unica forza in grado di riunire e mobilitare le popolazioni: il fondamentalismo islamico. Il Movimento Islamico per l'Indipendenza del Turkestan Orientale è considerato da Pechino la più pericolosa organizzazione terroristica del paese. Data la vicinanza dello Xinjiang con Afghanistan e Pakistan, i due grandi centri del terrorismo islamico dove i separatisti ricevimento addestramento, il governo cinese teme che questo movimento riceva sostegno economico e operativo da al-Qaeda.
