Libero logo

Sicurezza: uffici postali, in Toscana un nuovo patto contro le rapine (3)

domenica 9 febbraio 2014
Sicurezza: uffici postali, in Toscana un nuovo patto contro le rapine (3)

2' di lettura

(Adnkronos) - Ciò accrescerà la sinergia con Poste Italiane che si impegna anche a comunicare per tempo ogni elemento che può rendere più vulnerabili le proprie filiali, come guasti ai dispositivi antirapina, movimenti sospetti di persone, maggiore presenza di denaro, lavori all'interno o all'esterno degli uffici. Le forze di polizia saranno disponibili, altro punto saliente del protocollo, a tenere corsi di formazione per il personale di sportello, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti più adeguati da tenere in caso di rapina. "L'accordo firmato oggi si pone nel solco della collaborazione che c'è tra Poste Italiane e le istituzioni - ha spiegato Stefano Grassi, responsabile nazionale della tutela aziendale - "Le sua finalità sono quelle di garantire lo scambio di informazioni, una collaborazione sempre più stretta che impegna l'azienda ad adottare misure di sicurezza per garantire la regolarità del servizio e la tutela non solo dei lavoratori ma di tutta l'utenza". La sicurezza negli uffici postali è stato uno degli argomenti che i prefetti toscani hanno affrontato incontrandosi a Palazzo Medici Riccardi in una delle periodiche riunioni per fare il punto sulle questioni di interesse comune a carattere regionale. Oggi si è parlato anche della graduazione degli sfratti per morosità incolpevole, dell'individuazione delle strutture di accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e dell'organizzazione interna degli uffici delle prefetture. Riguardo al primo punto, il prefetto Varratta ha annunciato di aver prorogato, a Firenze, la sospensione dell'uso della forza pubblica nell'esecuzione degli sfratti per morosità incolpevole fino al 28 febbraio. Ciò per dare modo alla commissione Lode, che si sta riunendo in queste settimane, di graduare gli sfratti e il passaggio da casa a casa secondo i criteri stabiliti dalla normativa nazionale e regionale sull'emergenza abitativa