(Adnkronos) - "Crescere che avventura" è stata realizzata in tre anni grazie al bando di Fondazione Telecom Italia per i beni "invisibili" ed in collaborazione con Cooperativa Eda Servizi srl, Gruppo Cooperativo Luoghi per Crescere, Lama Development & Cooperation e Fondazione Wikimedia Italia. Il percorso ha preso il via con la mostra "Figli d'Italia", che si è tenuta al Museo degli Innocenti tra dicembre 2011 e settembre 2012 ed ha raccontato la storia dell'Istituzione e le storie di crescita dei ragazzi presenti in Istituto nei primi cinquanta anni successivi all'Unità d'Italia. In questo senso, la mostra ha permesso di riflettere sul significato di cittadinanza ieri, al tempo della nascita della nazione, e oggi, nel mondo globalizzato. "Se fino a tre anni fa il nostro Archivio poteva essere considerato un patrimonio culturale poco conosciuto - spiega Alessandra Maggi, Presidente dell'Istituto degli Innocenti - oggi, dopo circa 400 tra laboratori e incontri educativi, centinaia di ragazzi in visita, circa 1.300 contenuti pubblicati sul web e due applicazioni per smartphone realizzate grazie al sostegno di Fondazione Telecom Italia, le storie dei "nocentini" vivono di nuovo nella rete, accanto a quelle dei tanti "coetanei" che sono venuti a conoscerli". All'attivo del progetto anche una pubblicazione: "Crescere che Avventura" a cura di Beniamino Sidoti, (Edizioni La Meridiana, 2013). Marcella Logli, segretario generale di Fondazione Telecom Italia, ha detto: "Auspichiamo che il contributo di Fondazione Telecom Italia, che con i suoi progetti connette cultura e tecnologia, territorio e maestria, serva a creare modelli virtuosi emulabili da altre realtà (pubbliche e private)".




