Prato, 9 feb. - (Adnkronos) - E' stata posta sotto sequestro a Prato un'azienda gestita da un cittadino cinese immigrato irregolare. Quando la polizia municipale e gli ispettori del lavoro, tra cui il nucleo ispettivo carabinieri ispettorato del lavoro e personale dell'Inps, hanno fatto ingresso all'interno della ditta per confezione di abbigliamento pronto moda a Casale, tredici operai erano al lavoro alle macchine da cucire e taglia e cuci poste sotto un soppalco utilizzato come dormitorio. Dopo i primi accertamenti e' emerso che solo una persona risultava regolarmente assunta e quattro lavoratori erano privi di documenti di soggiorno. In assenza del titolare dell'impresa di confezioni, J.J., 34 anni, l'attività dell'azienda veniva portata avanti da X.J., 54 anni, con permesso di soggiorno scaduto e mai rinnovato causa della perdita dei requisiti al rilascio e quindi all'attualità irregolare sul territorio nazionale. Per lui ed un altro connazionale pure con permesso scaduto e mai rinnovato e' stata iniziata la procedura per l'inserimento in un centro di identificazione ed espulsione; gli altri due uomini privi di documenti sono risultati in stato di clandestinità ed anche per loro è stata avviata la procedura amministrativa di espulsione. Tutti verranno deferiti all'autorità giudiziaria per violazioni alle norme sull'immigrazione mentre il titolare verrà denunciato per sfruttamento della manodopera clandestina. Gli ispettori del lavoro hanno sospeso l'attività imprenditoriale a causa della presenza di tutti lavoratori a nero con la sola esclusione di una dipendente, tra cui i quattro irregolari. La polizia municipale ha sequestrato i macchinari non in regola con le norme relative all'azionamento così pure per l'immobile è scattato il sequestro poiché all'interno erano costruiti due soppalchi abusivi ad uso dormitorio. (segue)




