(Adnkronos) - Secondo Silvio Testa "Sul tavolo ci sono varie proposte, non solo le due che piacciono al Porto (il prolungamento del Canale dei Petroli fino al cuore della citta' con lo scavo del Canale Contorta Sant'Angelo) o al sindaco (Marghera), e le Commissioni Consiliari del Comune hanno appena cominciato a vagliarle, ma la soluzione vera non e' "delocalizzare" i mostri da 130 mila tonnellate di stazza lorda nascondendoli alla vista e mantenendo in laguna tutte le criticita', in primis gravissimo inquinamento e erosione dei fondali". "La soluzione vera e' cambiare modello, rinunciare al gigantismo che fa solo gli interessi delle Compagnie da crociera e puntare a filiere diverse di crocerismo, fatte con navi piccole, con pochi passeggeri- spiega - Le si richiami, offrendo solo a loro il privilegio di attraccare a Venezia. Ci sono, gia' alcune vengono e hanno un altissimo valore aggiunto, a differenza delle grandi navi che sono rifornite di tutto con catene logistiche nazionali e che in citta' non comprano neppure uno spillo". "C'e' tutta la filiera degli yacht che a Venezia trovano a stento ormeggio e gli si offra in Marittima l'attracco piu' bello del Mediterraneo, infrastrutturato, raggiungibile direttamente dai mezzi pubblici e privati, a un tiro di schioppo dall'aeroporto. Si crei una sinergia coi Bacini dell'Arsenale dove questi mezzi di lusso potrebbero fare carenaggio e manutenzioni, spingendoli a scegliere Venezia come l'home port di una clientela stabile di fascia alta", spiega Silvio Testa.(segue)



