Roma, 10 giu. (Adnkronos) - "Il video che riproduceva l'incontro nell'appartamento di via Gradoli tra Piero Marrazzo e il trans Natali' non l'avrei mai pubblicato perche' chiaramente rappresentava una violazione della privacy... Mi feci dare una copia dall'agenzia Masi perche' ero obbligato a informare il mio editore Marina Berlusconi e anche l'amministratore delegato Maurizio Costa". Lo ha detto oggi il giornalista Alfonso Signorini direttore di 'Chi', ascoltato come testimone nel processo per il tentativo di ricatto fatto a Piero Marrazzo quando era ancora governatore del Lazio. Ricordando i fatti Signorini ha detto ancora: "il caso era delicato e Marina, quando la informai mi disse che ne avrebbe parlato con il padre Silvio, all'epoca dei fatti premier. Ricordo che dopo qualche tempo Marina mi chiamo' perche' prendessi contatto con l'agenzia Masi e la informassi che non avremmo pubblicato quelle foto. Mi disse anche che il padre aveva parlato con Marrazzo e che anche quest'ultimo avrebbe preso contatti con la stessa agenzia". (segue)



