Roma, 13 giu. (Adnkronos) - Un Museo unico nel suo genere, che nasce nel cuore di Roma (in Piazza Navona 49) nella sede storica dove l'Accademia Italiana di Medicina Omeopatica (AIMO) ha svolto la sua attivita', per 50 anni, dal 1953 al 2003. E' il Museo dell'Omeopatia - Archivio Storico Italiano, che ha preso vita da un progetto del Professor Antonio Negro (1908 - 2010), fondatore dell'Accademia Italiana di Omeopatia e indiscusso leader dell'Omeopatia moderna. A lui si deve, in larga parte, la diffusione attuale dell'Omeopatia in Italia. L'Omeopatia, ad oltre 200 anni dalla sua nascita, rappresenta una realta' clinica apprezzata ed utilizzata da un vasto pubblico in tutto il mondo. In Italia circa otto milioni di persone adottano tale sistema terapeutico. La distribuzione dei farmaci omeopatici e' diffusa su tutto il territorio nazionale. Aziende italiane specializzate producono prodotti omeopatici e numerose sono le rappresentanze di Aziende europee. Aziende, medici e pazienti si sono riuniti in Associazioni o Federazioni. Numerose inoltre le Societa' con finalita' didattiche e scientifiche. Alcune Regioni, attraverso il SSN, offrono al pubblico l'alternativa omeopatica, cosi' come numerosi Ordini Provinciali di Medici e di Farmacisti promuovono iniziative riguardanti l'Omeopatia. Il Museo e' l' unico del suo genere in Italia. In Europa ne esiste soltanto un altro, presso l'Istituto di Storia della Medicina di Stoccarda - Fondazione Bosch, che conserva le opere manoscritte di Samuele Hahnemann (1753 - 1834), padre dell'Omeopatia. La struttura conserva un materiale di grande interesse storico, e per tale motivo gode della promozione del Ministero dei Beni Culturali ( che ha notificato una parte delle collezioni). Sono raccolti Archivi privati di medici omeopatici dell'800 e '900, giunti per donazione o affidamento (Archivio Pompilj, Archivio Tosi, Archivio Galatzer, Archivio Negro), mentre altri Archivi saranno prossimamente affidati da privati al Museo. (segue)



