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Nelle città italiane crescono le zone a traffico limitato e le aree pedonali

Lo rileva il Focus Istat sulla Mobilità Urbana con i dati relativi al 2011
domenica 16 giugno 2013
Nelle città italiane crescono le zone a traffico limitato e le aree pedonali

3' di lettura

Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - Per migliorare la circolazione e la sicurezza stradale, contenere l'inquinamento acustico e atmosferico, consentire un maggiore risparmio energetico, i comuni con più di 30mila abitanti devono adottare un Piano urbano del traffico veicolare (Put), che deve essere aggiornato ogni due anni. A fine 2011 rimane stabile (95) il numero di comuni capoluogo che lo hanno adottato. Circa il 12% di quelli con più di 30 mila abitanti non risulta averlo ancora approvato, mentre Sondrio, Isernia Tortolì e Carbonia, benché non vincolati in virtù della contenuta dimensione demografica, si sono dotati di un piano urbano del traffico. Lo rileva il Focus Istat sulla Mobilità Urbana con i dati relativi al 2011. E veniamo alla Ztl. Nel 2011 i comuni capoluogo di provincia hanno istituito sul proprio territorio in media 0,6 kmq di zone a traffico limitato per 100 kmq di superficie (+1,7% rispetto al 2010). Bergamo (12,8), Biella (10,7), Vercelli (6,6) sono le città con più elevata densità delle Ztl, ma i valori superano i 4 kmq per unità di superficie anche a Milano (4,9 kmq di zona a ecopass per 100 kmq), Palermo (4,8) e Firenze (4,1). La Ztl trova applicazione incrementale nel 2011 a Piacenza (+25%), Andria (raddoppiate) e Rieti (che le ha introdotte nel 2011). Per quanto riguarda le aree pedonali, nel 2011 i comuni capoluogo di provincia dispongono in media di 32,6 mq di aree pedonali per 100 abitanti (in aumento del 2,0% rispetto 2010). Le disponibilità di aree pedonali più elevate (superiori ai 90 mq per 100 abitanti) si rilevano a Verbania (207,8), Cremona (107,3), Tortolì (99,2) Mantova (91,5) e, tra i grandi comuni, a Firenze (99,6) e Cagliari (96,0), oltre che a Venezia (486,9). Tra le città che più hanno potenziato la disponibilità di queste aree, funzionali ad una fruizione maggiormante ecocompatibile dei centri urbani Olbia, Parma, Tortolì, Caserta, Brescia e Rieti (incrementi superiori al 25% tra il 2010 e il 2011. Nel 2011 i comuni capoluogo di provincia dispongono in media di 51,3 stalli di sosta a pagamento su strada ogni mille autovetture circolanti (+2,5% sul 2010). Fermo (260,6 pur in lieve calo rispetto all'anno precedente) si conferma la città con la maggiore dotazione, seguita da La Spezia (214,7), Pavia (176,7) e Bologna (150,3 per 1.000 autovetture), Incrementi significativi (superiori al 25%) a Vercelli, Cuneo, Rieti, Foggia e Brindisi, mentre rispetto al 2010 lìindicatore mostra la maggiore contrazione a Biella (-26,2%). Tra le principali realtà urbane nazionali, oltre a Bologna, solo Firenze (142,4) dispone di una dotazione elevata. A Roma si contano meno di 40 stalli a pagamento ogni mille autovetture circolanti, a Napoli 42,1 e un valore poco superiore alla media a Milano (54,7). Particolare rilevanza nell'ambito delle politiche volte a favorire l'intermodalità nella mobilità urbana riveste anche la disponibilità di parcheggi situati nei pressi dei nodi di scambio con il trasporto pubblico (parcheggio di corrispondenza o scambio). Nel 2011 il numero di questi stalli di sosta è pari a 17,9 per mille autovetture circolanti (+4,1% rispetto al 2010). E' Vercelli (211,4) il comune con la maggiore disponibilità di aree destinate alla sosta dei veicoli. Seguono Venezia (149,2), Lodi (106,0), Cosenza (75,5) e Piacenza (72,3). Tra i grandi comuni (oltre a Venezia) sono Bologna e Cagliari le città che agevolano maggiormente il trasporto integrato privato-pubblico mentre l'offerta appare particolarmente esigua a Roma (6,3), Trieste e Napoli (meno di 4). Tuttavia nel capoluogo partenopeo l'indicatore segna una buona variazione positiva rispetto al 2010 (+30%); tra le amministrazioni che in assoluto potenziano di più la dotazione, si distinguono Rieti (36 stalli di sosta nei parcheggi di scambio ogni 1.000 autovetture in più) e L'Aquila (50 in più rispetto al 2010.