Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - Le imprese considerano sempre più la responsabilità sociale d'impresa un investimento che necessita di competenze e risorse adeguate. Per questo preferiscono ricorrere ad una partnership qualificata. La crisi, spiega all'Adnkronos, Guendalina Sassoli de Bianchi, direttore raccolta fondi, Amref Italia, in occasione del Csr Italian Summit 2013, "ha portato ad una maggiore consapevolezza della responsabilità sociale d'impresa" modificando anche l'approccio delle aziende con il mondo del no profit. Prima, sottolinea la Sassoli de Bianchi, "esisteva molto il concetto della beneficenza, della solidarietà. Parole che sono quasi scomparse. Adesso si parla di partnership, analisi di impatto e le aziende arrivano da noi dicendo 'facciamo qualcosa insieme'". L'approccio delle aziende, dunque, è più consapevole e "si basa su delle logiche che analizzano bene quali sono i valori dell'impatto dell'investimento". Lo spirito e i valori che spingono le imprese ad investire nella Csr "devono essere comunque etici. I ritorni non sono di profitto nel senso classico ma riguardano la consapevolezza dell'impatto e del cambiamento". Per il direttore raccolta fondi, Amref Italia, la Csr "è la nuova strada ed è importante che ne siano consapevoli soprattutto i vertici delle imprese. Non si può più pensare al proprio profitto, perché quello che ci sta intorno prima o poi impatta".




