(Adnkronos) - A gettare acqua sul fuoco delle polemiche innescate dalla mancata partecipazione di Marino era stato fin da questa mattina Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. "Con il sindaco Marino siamo certi che ci sara' modo e tempo di confrontarci. Le sue posizioni su questi temi sono note e siamo certi che ci sara' disponibilita' a un confronto serio. Proprio per questo consegneremo anche a Luigi Nieri, che oggi rappresenta il sindaco di Roma al Pride, la piattaforma sottoscritta in campagna elettorale da Ignazio Marino". La conferma della pace fatta tra i promotori e il primo cittadino arriva poi da Andrea Maccarrone, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e organizzatore, insieme alle altre realta' Lgbt, del Roma Pride. "La polemica con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e' chiusa, adesso lavoriamo insieme a provvedimenti concreti", assicura, ma non fa mistero della "forte delusione" per la mancata presenza del sindaco alla kermesse, sottolineando che "un suo intervento, la sua presenza soprattutto, poteva servire a dare una svolta rispetto al recente passato". Non manca il richiamo concreto a quello che l'amministrazione comunale puo' fare per i diritti degli omosessuali, come "il registro delle unioni civili, la cui proposta pende da tempo in consiglio comunale, interventi nella scuola, contrasto al bullismo, prevenzione e cura delle malattie sessualmente trasmesse". "Roma Capitale e' presente a questa bellissima manifestazione , come e' giusto che sia. La polemica e' finita, Roma diventera' la capitale dei diritti", assicura il delegato del sindaco di Roma Ignazio Marino, Luigi Nieri, che porta il messaggio del sindaco agli attivisti Lgbt. "Ci sono state troppe aggressioni negli ultimi anni, troppe tragedie della solitudine. Noi vogliamo, e non da oggi, far diventare Roma la capitale dei diritti". Insieme a Nieri una delegazione del consiglio comunale formata da Enzo Foschi, Silvio Di Francia e Imma Battaglia. (segue)



