(Adnkronos) - Nella lunga requisitoria, il pubblico ministero Claudio Cicchella ha ricostruito tutte le fasi del duplice omicidio di Cenerente. Anche quelle piu' cruente. Per evidenziare la ferocia con cui i tre rapinatori in cerca d'oro, uccisero madre e figlio. In particolare l'ex orafo venne torturato con un martello che gli provoco' lesioni profonde come quelle di un proiettile. In aula venerdi' c'erano anche i famigliari di Sergio e Maria: c'erano Valerio Mion, il nipote, e la madre Marcella. Furono loro a trovare i loro cari senza vita la mattina del sei aprile. Adesso sono scossi ed emozionati, ma sperano di essere in parte ripagati da una sentenza giusta. Gjergji, Gioka e Laska sono accusati di concorso in omicidio volontario con le aggravanti dell'aver agito con crudelta' e per aver commesso il reato per occultarne un altro perche', recita il capo d'imputazione, "per conseguire l'impunita' e dopo aver adoperato sevizie cagionavano la morte di Sergio Scoscia, in particolare perche', dopo essersi introdotti nell'abitazione della vittima al fine di compiere una rapina- Gjergji Alfons e Laska Ndrec entravano mentre Artan Gjoka restava all'esterno con i compiti di 'palo'- provocavano il decesso di Sergio Scoscia immobilizzandolo con cinte di cuoio, imbavagliandolo e colpendolo ripetutamente con pugni al volto e con un martello alle gambe ed in varie parti del corpo" e per aver provocato la morte di Maria Raffaelli "immobilizzandola con una camicia e con una tenda cosi' da provocarle una forte compressione del colo e impedire di conseguenza la funzione respiratoria". (segue)



