Roma, 22 apr. - (Adnkronos) - "Ci limitavamo ad eseguire le disposizioni che ci erano state date. Non e' mai emersa l'esistenza di un accordo politico per la suddivisione dei fondi. Noi non avevamo alcuna autonomia". E' in sostanza quanto dichiarato oggi da Nazzareno Cecinelli, Maurizio Stracuzzi e Giuseppe Addario gia' funzionari del Consiglio regionale del Lazio. Ad ascoltarli il giudice dell'udienza preliminare Rosalba Liso che deve decidere sulla sorte di Marco Fiorito, gia' capogruppo del Pdl alla Pisana e imputato di peculato per aver trasferito nei suoi conti correnti circa 1 milione e 400mila euro di fondi che invece erano destinati al gruppo consiliare del Pdl. Alle domande del magistrato secondo quanto si e' appreso i tre testimoni hanno ribadito di non essere a conoscenza di alcun patto politico per la gestione dei fondi, aggiungendo che non si e' mai verificato uno sforamento di quanto destinato ad ogni singolo gruppo. Al massimo sono stati pagati anticipi in maniera del tutto legittima. Per quanto riguarda la vicenda Fiorito nei giorni scorsi ha comunicato d'aver raggiunto un accordo con la Corte dei Conti impegnandosi a restituire 1 milione e 90mila euro. Il resto della somma e' stato percepito legittimamente. Il 20 maggio prossimo ci sara' la prossima udienza nel corso della quale il pubblico ministero decidera' la pena da infliggere a Fiorito che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Successivamente sara' decisa anche la sorte di due componenti della sua segreteria a loro volta imputati di concorso in peculato.




