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Oltre 129mila kg di cemento di amianto rimossi tra il 2010 e il 2012 a Roma

Il grosso dei lavori riguarda le discariche abusive
domenica 28 aprile 2013
Oltre 129mila kg di cemento di amianto rimossi tra il 2010 e il 2012 a Roma

3' di lettura

Roma, 26 apr. - (Adnkronos) - Oltre 45mila kg di cemento amianto rimossi e smaltiti nel 2010, più di 38mila kg nel 2011 e oltre 46mila kg nel corso del 2012. Sono i numeri dell'attività svolta per conto di Ama, e quindi relativi al solo territorio del comune di Roma, dalla ditta specializzata Intereco Servizi Srl per interventi di rimozione dei rifiuti in cemento amianto che vengono programmati in sinergia con le Asl competenti, nel rispetto dei piani di sicurezza approvati da queste ultime. Il grosso dei lavori riguarda le discariche abusive di amianto, di solito situate in luoghi facilmente raggiungibili ma isolati e che spesso, dopo l'intervento di rimozione, tendono a riformarsi, come nel caso di Tor di Quinto dove l'area davanti al Gran Teatro è stata oggetto di diversi interventi e ora recintata, o quella alla Barbuta. A differenza degli altri rifiuti pericolosi (acidi, catrame e bitume, vernici e carburanti) abbandonati su bordo strada e su aree comunali, la rimozionde del cemento amianto non può essere effettuata nella giornata con modalità di pronto intervento ma è necessario rispettare la normativa vigente che prescrive la rimozione con una procedura agevolata che richiede circa 10-15 giorni. Gli interventi sulle discariche abusive, "quindi sui rifiuti abbandonati sulle strade comunali, vengono effettuati tramite ditte autorizzate, seguendo le prescrizioni dei piani di lavoro che approva la Asl di competenza sul territorio", spiega all'Adnkronos Valerio Apolloni, tecnico Ama. Questo tipo di interventi "hanno un costo di poco meno di 500 euro fino ai 100 kg di rifiuto. I costi comprendono la predisposizione del cantiere, la presentazione del piano di lavoro all'Asl, la rimozione, il trasporto e lo smaltimento". Anche un privato cittadino "si può rivolgere all'Ama chiedendo un preventivo, gratuito, tramite il centralino o la linea verde - aggiunge Apolloni - l'Ama poi, tramite ditte autorizzate e sempre secondo il piano di lavoro presentato e le prescrizioni stabilite dalla Asl competente, procede con la rimozione e poi lo smaltimento dei materiali in cemento amianto". Ama a parte, ci si può rivolgere anche ad altre aziende che si occupano di rimozione di amianto, ma come stabilire se la ditta contattata è affidabile, garantendo il corretto smaltimento dell'amianto, ed evitare così il problema delle discariche abusive? "Alla ditta - spiega Apolloni - si deve chiedere una copia del piano di lavoro, documento che l'azienda deve farsi approvare dalla Asl competente, e una copia del formulario di identificazione (o Fir) che è il documento che un trasportatore di rifiuti è obbligato ad avere e ad emettere nel momento in cui trasporta rifiuti. Il formulario contiene le informazioni sul trasportatore e sul destinatario del rifiuto con le relative autorizzazioni e la descrizione del rifiuto e, soprattutto, la sua destinazione finale". Una volta rimossi, infatti, i rifiuti devono essere stoccati in una struttura autorizzata e successivamente inviati in impianti specializzati per lo smaltimento finale, cioè la discarica. Nel Lazio, però, "non esistono discariche di amianto - spiega Alessandro Bellomo, direttore commerciale della Intereco - si inviano quindi in altre regioni, noi utilizziamo le discariche in Abruzzo e Toscana, oppure all'estero, in particolare in Germania".