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Festival Roma: in concorso lo spaghetti-gangster di Guido Lombardi, 'Take Five' (2)

domenica 17 novembre 2013
Festival Roma: in concorso lo spaghetti-gangster di Guido Lombardi, 'Take Five' (2)

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(Adnkronos) -Lombardi ha fatto di tutto per difendere fino in fondo la scelta del cast, formato dallo stesso Di Vaio (anche produttore con la sua Figli del Bronx, insieme a Minerva, Eskimo e il contributo di Rai Cinema), Salvatore Ruocco, Peppe Lanzetta, Salvatore Striano e Carmine Paternoster. "Dato che tre dei cinque avevano vissuto esperienze simili, come me e Striano, credo che per il film potesse essere un valore aggiunto, soprattutto per salvaguardare il punto di vista interno", sostiene Di Vaio, che riferendosi a Guido Lombardi dice: "E' stato coraggioso, perché si è opposto anche alla possibilità di coinvolgere nomi celebri per il progetto". Attori famosi che non vengono esplicitamente menzionati, ma che non si fa fatica ad individuare: "All'inizio cercavamo di fare una coproduzione con la Francia - racconta Gianluca Curti di Minerva - e ci fu la possibilità di scritturare per il film quell'attore che da qualche tempo è andato a vivere a Mosca per problemi legati al fisco (il riferimento a Gerard Depardieu non è casuale, ndr), ma Guido non ha voluto sentire ragioni, il cast era blindato perché il film era stato scritto appositamente per loro". Tra questi, Salvatore Striano, già apprezzato in 'Cesare deve morire' dei fratelli Taviani: "Va dato atto a Guido che mi ha scelto prima che facessi quel film, farlo dopo sarebbe stato forse più facile". Perché Take Five, quantomeno a livello embrionale, esiste da almeno 5-6 anni: "Siamo riusciti a realizzarlo grazie ai riscontri ottenuti con 'Là-bas' (premiato con il Leone del Futuro a Venezia, ndr), compreso l'interessamento di Rai Cinema e il contributo del Ministero", spiega Lombardi, che per quanto riguarda la scelta del titolo dice: "L'omaggio al celebre brano jazz di Dave Brubeck (utilizzato anche verso la fine del racconto) è manifesto, la speranza è che il film potesse avere quel ritmo lì, con tempi irregolari e improvvisazione".