Pisa, 6 feb. - (Adnkronos) - Le stampanti 3D funzionano anche sulla luna, dove le condizioni ambientali sono estremamente diverse rispetto alla Terra, per 'realizzare' mattoni con i quali assemblare moduli abitativi da utilizzare nel caso di uno sbarco umano? Per rispondere a questo interrogativo la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ha preso parte (come unico ateneo italiano, insieme ad aziende innovative e ad alta tecnologia) nel progetto finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa), per valutare la fattibilita' dell'utilizzo della tecnologia di stampa 3D per costruire moduli abitativi non sulla Terra, ma proprio sulla superficie lunare. In particolare e' stato coinvolto il team guidato dall'ingegner Valentina Colla del Laboratorio di Robotica Percettiva dell'Istituto Tecip (Tecnologie della Comunicazione, dell'Informazione, della Percezione) della Scuola Superiore Sant'Anna, che si e' poi avvalso dell'ulteriore collaborazione di aziende pisane all'avanguardia. La costruzione di insediamenti umani sulla luna e' da tempo considerata di rilevante interesse sia per condurre esperimenti scientifici sia come appoggio per missioni di esplorazione delle zone piu' remote dello spazio. Come ogni colonizzazione della storia umana, anche quella lunare deve basare la costruzione delle future case su materiale da reperire in loco, ma sulla luna e' disponibile terreno sabbioso. (segue)



