(Adnkronos) - La prima, tratta da un testo ottocentesco di Flammarion sui 'miti astronomici' e intitolata appunto 'Terra platonica', mostra il nostro pianeta come un cubo sospeso nello spazio, la cui faccia superiore, quadrata e piatta, costituisce la parte abitata. La seconda raffigurazione del cosmo e' quella sviluppata nelle tavole della Topografia Cristiana di Cosma Indicopleuste del VI secolo d.C.: la Terra vi appare piatta e rettangolare, sormontata da un firmamento dalla volta a botte simile a un baldacchino. La terza raffigurazione, con la quale gli spettatori moderni hanno forse piu' familiarita', e' quella sottesa alla Divina Commedia di Dante: ipotizza una Terra sferica, scavata da un lato da una profonda voragine conica (l'Inferno) e dominata dal lato opposto da un altissimo monte (il Purgatorio). Tutte le raffigurazioni sono -ovviamente- di fantasia; quella tratta da Flammarion, che da' il titolo alla mostra, lo e' doppiamente, non solo perche' propone un modello del nostro mondo incompatibile con la scienza moderna, ma perche' l'attribuzione a Platone di tale modello e' errata. Platone infatti associa la forma del cubo alla terra in quanto elemento fondamentale, al pari dell'acqua, dell'aria e del fuoco, ma non descrive il pianeta su cui viviamo come un cubo.



