(Adnkronos) - "Dal 2000 al 2006 -sottolinea Asati in proposito- è stato effettuata la più grande dismissione di uno dei più ingenti patrimoni immobiliari del Paese: quello che una volta era della Sip, superiore a oltre 8 mln di metri quadri. Tra questi, molti furono conferiti a TI nel riassetto degli anni '90 ed erano immobili di pregio dell'ex Asst (Azienda di Stato dei Servizi Telefonici) con sedi nei centri storici delle principali città, a prezzo di "opifici" e dal momento che sono stati rivenduti da TI a privati dopo 5 anni non hanno pagato nemmeno le plus valenze arrecando così un notevole danno all'Erario Statale". "Le dismissioni successive, operazioni avvenute con potenziali conflitti di interesse tra gli azionisti di controllo, avvenute spesso a prezzi notevolmente inferiori al mercato e riaffittate alla stessa Ti a canoni nettamente superiori al mercato (8-9% del valore) e addirittura in molti casi con assegnazione della manutenzione straordinaria all'ex proprietario, cioè la Ti, stanno oggi arrecando notevoli danni al bilancio della Società. Di quelle dismissioni oggi tutti gli azionisti di minoranza stanno pagando forti perdite, basti pensare che la rata annua delle locazioni , come dichiarato dall'allora ex Presidente Galateri nell'Assemblea del 14 aprile 2008 su domanda di Asati, era di 400 mln di euro all'anno a fronte di una dismissione di circa 4.4 mld di euro". "Quindi quelle vendite -chiede Asati- quali benefici hanno portato alla Società e chi hanno realmente favorito? E oggi vogliamo ripercorrere la stessa strada? Le scatole cartiere create ad arte come Tiglio 1 e Tiglio 2, i cui immobili sono confluiti successivamente in fondi chiusi partecipati anche da Pirelli Real Estate, come Tecla, Cloe, Olinda, Clarice e Berenice, e tante altre furono utilizzate per gestire passaggi di proprietà e con operazioni successive per potenzialmente svuotare il patrimonio della Societa', come risulta dai bilanci del 2009-2011". (segue)



