(Adnkronos) - E’ il figlio stesso, secondo le prime e frammentarie ricostruzioni, che non vedendolo rientrare a casa, distante poche decine di metri dal locale, verso le 22 torna nella sala a cercare il padre e lo trova sul pavimento in un lago di sangue. Chiama il 118 e i carabinieri, ma per Ercole Meloni non c’è nulla da fare, è morto. Immediatamente la via Anglona si riempie di gente che scende in strada richiamata dalle sirene delle auto dei carabinieri, che transennano il locale. Arrivano il comandante della compagnia il capitano Paolo Floris, il comandante del nucleo operativo provinciale, il tenente colonnello Alfredo Saviano, il medico legale Roberto Demontis e il pm di turno Rita Cariello, il Ris. I carabinieri compiono i primi rilievi, setacciano la strada, i cassonetti dell’immondezza, e sentono alcune persone, cercano filmati delle telecamere di videosorveglianza di altri locali vicini e dell’ospedale. Ercole Meloni non aveva nemici, in via Anglona e nella vicina via Ogliastra, dove abitava insieme alla moglie ed ai due figli, i vicini sono sorpresi, attoniti. La voce si sparge in un attimo nel quartiere, peraltro ad alta densità criminale, legata al mondo dello spaccio di droga. Ma lui sembra fosse fuori da certi giri. Dopo aver chiuso la macelleria ed essere andato in pensione aveva aperto la sala scommesse, più che altro un circolo privato, in un locale fatiscente che da sempre aveva ospitato i pensionati delle vie adiacenti. I carabinieri nel corso della notte hanno sentito alcune persone, individuando il killer. I dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che i carabinieri terranno in mattinata.




