Cagliari, 18 mar. - (Adnkronos) - Era il febbraio del 1996 quando il corpicino di un bimbo venne trovato sotto un cavalcavia dell'incrocio tra la statale 130 e la provinciale di Siliqua. Quindici anni di silenzio poi la svolta nelle indagini grazie alla confessione di una parente, che rivelo' tutto ai carabinieri, schiacciato dal peso del segreto. Il bimbo, frutto dell'incesto tra padre e figlia, era stato partorito in un bagno dell'ospedale di Carbonia e gettato sotto il ponte, ma prima fu soffocato con carta igienica. Oggi, al processo contro la madre, hanno deposto in Corte d'Assise un medico e un carabiniere, i primi ad aver visto il corpicino del piccolo, a cui venne dato un nome di fantasia per poterlo seppellire nel cimitero di Siliqua. Aveva sette metri di carta igienica in gola e tamponi di cotone nelle narici per togliergli il respiro. Il processo e' stato aggiornato al 20 marzo. L'orco, padre e nonno del bambino, e' gia' stato condannato a 20 anni di reclusione.




