Milano, 22 mar. (Adnkronos) - Un prezioso sarcofago egizio nel proprio attico. A tenerlo in casa, in una teca di vetro, un cittadino di Sondrio appassionato di archeologia, subito denunciato per i reati previsti in materia di tutela del patrimonio artistico ed archeologico. In particolare, contestato "l'impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato": non sarebbero stati trovati documenti che comprovassero la lecita provenienza del sarcofago. A fare questa scoperta, la Guardia di finanza di Sondrio, a seguito di perquisizioni nell'ambito di una piu' ampia operazione chiamata Efesto. Il reperto archeologico e' stato sequestrato. Secondo quanto riferiscono le forze dell'ordine, il sarcofago, in ottimo stato di conservazione, raffigura una testa lignea e costituisce parte di un coperchio ligneo di un 'Neb Ankh' , sarcofago egizio antropomorfo. La sua autenticita' e' stata decretata da Edoardo Alessandro Guzzon, egittologo della Fondazione per il museo delle antichita' egizie di Torino, chiamato come consulente tecnico dal sostituto procuratore di Sondrio Stefano Latorre. Ad un primo esame, l'archeologo torinese ha datato il prezioso manufatto a circa 2800/2700 anni fa, facendo risalire il reperto al tardo VII secolo a.C. Il sarcofago sarebbe appartenuto ad un personaggio di alto lignaggio o almeno appartenente al ceto medio alto. Nelle prossime settimane, avverte la Gdf, lo studioso fornira' valutazioni definitive indicando se il reperto possa considerarsi bene culturale ed archeologico e, come tale, sottoposto alla disciplina del codice vigente. La Soprintendenza dei beni archeologici della Lombardia custodira' poi temporaneamente il sarcofago in una stanza blindata.




