(Adnkronos) - Come gia' emerso nell'ambito di precedenti attivita' investigative "questa inedita alleanza -spiegano in procura- si era resa necessaria soprattutto per le esigenze della componente casalese, vessata dall'effettuazione di numerose indagini culminate in operazioni di polizia ed arresti di quasi tutti gli affiliati che avevano gravemente intaccato l'operativita' del territorio". Secondo gli inquirenti della Dda "si era cosi' reso necessario per il clan Bisognetti correre ai ripari per riuscire in qualche modo a mantenere il controllo criminale di quella larga parte di territorio che ha storicamente costituito il suo bacino di finanziamento, il cosiddetto litorale domitio. Non potendo piu' contare su un numero sufficiente di affiliati a piede libero in grado di garantire il controllo del territorio il gruppo Bidognetti ha ritenuto che il ricorso ad una alleanza con altre famiglie di solida tradizione camorrista fosse l'unica via percorribile in quel dato momento storico per garantirne la sopravvivenza". Secondo l'accordo stipulato dalle tre componenti della cosca, ogni famiglia metteva a disposizione del "gruppo misto" alcuni propri affiliati, i quali sarebbero stati coordinati dai membri del cosiddetto "direttorio", Diana-Pellegrino-Trambarulo, sovrintendendo cosi' a tutte le attivita' estorsive e di traffico di droga nei comuni di Lusciano, Parete, Cancello Arnone e sul litorale domitio ma anche a Giugliano, Ischitella e Pescopagano, creando una cassa comune allo scopo di dividere i proventi di tutte le attivita' illecite del gruppo misto. (segue)




