Milano, 12 ago. (Adnkronos) - Prime vittorie in Tribunale per le associazioni di consumatori dell'Europa Centro Orientale che difendono i cittadini titolari di mutui in franchi svizzeri, che possono rivelarsi nel tempo molto onerosi per chi percepisce uno stipendio in fiorini ungheresi, in dinari serbi o in kune croate. Il 4 luglio 2013, riporta la relazione semestrale di Unicredit, consultata dall'Adnkronos, "il Tribunale di primo grado di Zagabria ha accolto il ricorso di un'associazione dei consumatori" che aveva citato in giudizio nel 2012 otto banche croate, tra cui Zagrebačka Banka, del gruppo Unicredit. L'associazione sosteneva che "per i mutui in franchi svizzeri i consumatori non erano stati adeguatamente informati prima dell'accensione e quindi non erano stati messi nella condizione di prendere una decisione informata sul rischio ad essi connesso; e un interesse variabile era contrario alla legge essendo legato ad una decisione unilaterale della rispettiva banca senza che i fattori determinanti questo tasso fossero chiaramente definiti". Il giudizio di primo grado, prosegue Unicredit, "non e' definitivo e tutte le otto banche hanno proposto appello. Laddove il giudizio fosse confermato in ultima istanza le banche dovrebbero, entro 60 giorni dalla decisione, offrire ai clienti termini contrattuali modificati, convertendo il restante debito da kune croate (Hrk) al cambio franco svizzero/kune croate del giorno in cui fu sottoscritto l'accordo e sostituendo il tasso variabile al relativo fisso applicabile al momento dell'emissione del prestito". (segue)



