(Adnkronos) - I rilievi preparatori dell'operazione hanno fin da subito evidenziato le criticita' dell'ambiente, in cui le tracce dei veicoli a motore sul fondo naturale sono l'immagine piu' ricorrente. Prati strappati, sentieri letteralmente arati, canalette divelte, sottobosco danneggiato e tracciati aperti su pascoli, praterie, bosco e rimboschimenti e tutto cio' in mezzo ad un pollulare di cartelli che invitano al rispetto della natura e alla tutela delle aree protette. Sono stati sentiti residenti, taglialegna, turisti e passanti e tutti hanno evidenziato l'insopportabilita' del comportamento tenuto dai conducenti dei fuoristrada, che a loro avviso, oltre a non tenere conto dell'ambiente, adottavano condotte pericolose per la sicurezza di loro stessi e per gli altri fruitori del parco. Per questo l'area e' stata sottoposta a monitoraggio per alcune settimane ed il quadro che ne e' emerso e' stato preoccupante. Flotte di enduristi, quaddisti e jeep provenienti dalle direzioni di Firenze, Siena e Arezzo, trattavano quell'area come una vera e propria arena, lanciandosi in evoluzioni su e giu' per i prati, con salti, testa-coda, sgommate, transiti nei boschi e nei pascoli, tramite apertura di tracciati anche laddove sembrava impossibile transitare e cio' in barba a ogni norma, regolamento o raccomandazione posta a tutela del patrimonio naturale comune. (segue)



