Milano, 19 feb. (Adnkronos Salute) - Voto: al massimo 6, ma anche meno. Per l'Ordine dei medici di Milano e' questo il giudizio che meritano nel complesso i candidati alla presidenza della Regione Lombardia in materia di sanita'. Un settore sul quale gli aspiranti governatori sono risultati perlopiu' "disinformati" agli occhi dei camici bianchi del capoluogo. Per valutarne la preparazione l'Omceo (Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri) ha inoltrato a inizio febbraio 4 quesiti su alcuni temi caldi che riguardano il settore. E' stato poi organizzato un incontro dal vivo e si e' proceduto con la "lettura accurata dei programmi elettorali". Su questa base sono state stilate le 'pagelle'. Il risultato non ha colpito particolarmente il presidente dell'Ordine Roberto Carlo Rossi, che dichiara: "Una valutazione complessiva va fatta, e si puo' solo concludere che il livello medio complessivo delle risposte e' stato a malapena sufficiente". L'Omceo ha chiesto ai candidati alla presidenza: come risolvere il problema assicurativo per i medici delle strutture lombarde? Come risolvere il problema dell'insufficiente preparazione pratica degli specializzandi soprattutto di area chirurgica? Qual e' l'idea di medicina del territorio, pensate vi sia la necessita' di una sua riorganizzazione oppure no e quali soluzioni avete per la sostenibilita' del servizio sanitario regionale e la gestione delle cronicita'? Gli ordini professionali sono un organo tecnico dello stato che non viene mai consultato prima della preparazione dei provvedimenti di legge: pensa che in futuro questo possa e debba cambiare? "Molti - racconta Rossi - sono stati i 'non sono un esperto di questa materia'; 'non ne ho idea, ma con il confronto sono sicuro che riusciremo a trovare una soluzione'; 'oggi ho parlato con i farmacisti, i carcerati ed altri: voi siete la quinta categoria che incontro: non posso sapere tutto'". (segue)



