(Adnkronos) - L'esperienza sul campo vuole mettere in luce i pericoli potenziali insiti nella rete ma anche cercare di infondere nei ragazzi la consapevolezza e gli strumenti per adoperare in maniera sicura e proficua mezzi di socializzazione quale e-mail, social networks, chat, forum e blog. Attraverso, poi, la somministrazione di questionari sara' possibile fornire dati ed informazioni indispensabili per meglio individuare le criticita' e definire le future modalita' e metodologie d'intervento nel delicato ambito dell'educazione digitale dedicata ai ragazzi. "Internet e i suoi strumenti sono i mezzi piu' utilizzati dalle nuove generazioni e in costante evoluzione -spiega in una nota Sveva Belviso, vice sindaco di Roma Capitale- 'Occhi in Rete' vuole favorire un uso consapevole e sicuro del web, aiutando non solo i giovani a riconoscere e ad evitare potenziali rischi collegati al mondo digitale ma anche i loro genitori spesso ignari dei pericoli di internet". "Uno dei fenomeni di distorsione nell'utilizzo improprio del web e' il cosi' detto cyberbullismo -continua Belviso- un reato che negli ultimi anni ha visto coinvolti in fatti drammatici giovanissime vittime. Infatti, 4 minori su 10 sono testimoni di atti discriminatori online verso coetanei: il 67% per diversita' fisiche, il 56% per quelle sessuali, il 43% perche' stranieri. Cio' che e' piu' allarmante, inoltre, e' che il 72% degli adolescenti intervistasti ritiene che il cyberbullismo sia uno dei fenomeni piu' pericolosi perfino rispetto alla droga, al rischio di molestie da parte di un adulto, o al contrarre una malattia sessualmente trasmissibile". (segue)



