Milano, 19 feb. (Adnkronos Salute) - "La Regione Lombardia taglia l'assistenza pubblica ai malati terminali". L'accusa arriva dalla Cgil regionale. "La giunta - spiegano dal sindacato in una nota - ha tagliato del 20-30% il finanziamento delle cure palliative domiciliari per l'assistenza ai malati terminali oncologici. Questo emerge dalla lettura della delibera del 28 dicembre 2012 con la quale la Regione Lombardia ha pagato a consuntivo le prestazioni eseguite dagli ospedali pubblici e privati ai malati terminali di cancro per l'anno 2011". Ma l'assessore regionale alla Sanita', Mario Melazzini, si affretta a precisare: "La Regione non ha tagliato le risorse per le cure palliative. E' gia' previsto che lo stanziamento per le attivita' del 2012 verra' incrementato in modo da coprire interamente anche le spese del 2011". Melazzini non nega la mancanza di fondi sul 2011 ma spiega che "e' unicamente un fatto di gestione contabile". La Cgil e la Fp Cgil lombarde, pero', spiegano di aver effettuato una lettura dei dati che si basa su una stima dei tagli effettuati, da cui emergerebbe che le riduzioni "piu' consistenti hanno colpito il settore pubblico. A titolo esemplificativo: -30% all'ospedale Sant'Anna di Como, -25% a Lecco, -30% al San Paolo, -27% all'Istituto nazionale dei tumori, -27% a Legnano, -18% a Crema. E anche in altri nosocomi, dove nelle stime si tiene conto di altri progetti finanziati dalla Regione, i tagli sono consistenti: -34% al Sacco, -32% al Niguarda e al San Carlo, -27% a Garbagnate. Dalla stima emerge, al contrario, che le strutture private hanno generalmente avuto un incremento", denuncia il sindacato. "E' una scelta incomprensibile e ingiusta - dice Melissa Oliviero della segreteria della Cgil Lombardia - operare tagli in un servizio di assistenza cosi' delicato, che richiederebbe piu' sensibilita' da parte della Regione Lombardia verso i malati terminali e le loro famiglie". (segue)



